Gravami dell'Università di Pontelatone nel triennio 1577-1579

Il secolare dissidio tra l'autorità centrale delle varie dinastie succedutesi sul trono di Napoli e l'enorme potere economico e politico dei Baroni offuscò qualsiasi tentativo di trasformazione sociale, anzi repressioni e angherie divennero marcatamente segno di egemonia. Lo sfruttamento capillare e sistematico cui i contadini, in particolar modo, furono sottoposti, ha lasciato tracce indelebili nella storia di Pontelatone.
La forte presenza dei feudatari, dai Montefusco ai Marzano e quindi ai Della Ratta, annullò di fatto qualsiasi forza protettrice.
Lo stesso Re Ferdinando, che pur aveva tentato, attraverso oculati provvedimenti miranti a frazionare le vaste proprietà terriere, di indebolire il potere baronale, dovette alla fine ricorrere alle armi.
Nondimeno Marco Della Ratta, il cui padre Antonello si era appropriato delle Terre di Pontelatone in seguito alla vittoria di Re Ladislao contro la famiglia Marzano, detentrice del feudo, osò presentare rivelo a Re Ferrante quale fondo feudale persino le
"Starze". Non potendo egli, però, dimostrare di esserne stato investito o quanto meno di averle ricevute in concessione, dovette cederle al corpo della Città di
Capua.
Invero è risaputo che i Baroni, per acquistare quelle ragioni che mai ebbero, denunciavano per corpi feudali quei fondi che da loro erano stati usurpati, e ciò lo afferma pure la prammatica XIV "De
Baronibus".
Con Roberta Carafa, Pontelatone conobbe la peggiore condizione feudale. Le angherie che i contadini subirono, in particolar modo per ordine dei Capitani della Duchessa, e i soprusi, che elencheremo appresso, daranno l'idea di quale società feudale si instaurò in alcuni periodi della baronia.
La Torre di Pontelatone divenne luogo di pena. In essa venivano condannati al patimento tutti i cosiddetti "malfattori" della baronia, sia per "delitti civili che criminali". Vi penetrava l'acqua piovana, che incrementava la cisterna, e molti prigionieri perivano per aver contratto gravissime infermità. Era "umidissima et
oscurissima, rimota da ogni conversatione et in quella indifferentia" la duchessa Roberta faceva carcerare "ogni sorta di persona".
I carcerati non potevano ricevere visite "da' parenti et amici ", e quando terminavano di scontar la pena, erano costretti a pagare ai carcerieri più del dovuto, pena il rientro nella torre. Gli
"huomini" di Pontelatone erano, poi, obbligati, pena il carcere, di sorvegliare di notte i carcerati che vi erano rinchiusi, e senza percepire alcun salario. Molto spesso i carcerati venivano trasferiti dalla Torre di Pontelatone ad altre carceri, come Sasso o Sesto, fuori della giurisdizione, "à grandissimo loro danno, non possendo detti carcerati essere alimentati da' suoi parenti et amici ". I contadini erano costretti a "macinar grani, farne farina e portarla con le proprie bestie a
Madaloni" dove stava la duchessa e consegnarle "42 rotola peI tomola'. Dovevano sostenere tutte le spese, assicurare ogni anno la stessa quantità di orzo, grano e altre vettovaglie e senza alcun salario o ricompensa per le gravi fatiche. I soprusi dei luogotenenti della duchessa non avevano limiti. Al suono della campana, per allarme, il capitano annotava tutti coloro che accorrevano e se qualcuno giungeva in ritardo, vuoi perché in quel momento non c'era o per
non aver udito la campana perché i castelli della baronia erano distanti tre e quattro miglia, era costretto a pagar la pena, cioè il carcere. Dai gravami del 1577 appariva che la duchessa:
"si piglia gl'Huomini di fatto per volerli alli servitj suoi facendoli carcerare sino che accettano servirla" 'fa fare bandi che niuno alloggi
forastieri, parenti né amici, né di notte né di giorno. "detta Duchessa fa pigliare
agl'Huomini di fatto così in cause civili come crimi nali e questi carcerare "gli Officiali facciano pagare pena arbitraria alle disobbedienze" ' fa pigliare da' suoi guardiani li Pastori o altre persone che trovano à fa danno o à lignare in alcuna sua possessione, et oltre, fa carcerare detti pastori o altre persone, fa carcerare ancora le bestie" "vendendosi alcuna terra di Sua Grazia o alcuna delle Sue entrate à lume ci candela, a quella estinta da alcuno, se non trova à guadagnare la fà allumare di nuovo e bandire di nuovo" "sono gravati che vole li Camerlinghi ogn'anno sine salario li quali habbono a confermare non solo grani, vino, orzi et altre sorti di vittovaglie dal feudo, ma grani et altri vittovaglie di sue industrie et masserie, sebbene dà ad alcuni a detti Camerlinghi dodici tomola di grano et dodici barili di vino non dimeno no à sufficiente salario in ricompensa per le gravi fatiche" "sono gravati, volendo che detti Camerlinghi paghino
l'àumento delli grani che conservano, tanto se si ritrova, quanto se no" "sono gravati astringendo li detti Camerlinghi à molte opere servili, come vendere vino à minuto, fare à porcari, et altri pastori, et
operaij, et darne quarantacinque rotola per tumolo"
"sono gravati che tanto huomini come femine indifferentemente habbiano à servire tanto con bestie, quanto senza bestie, tanto nel territorio como extra, tanto per servitio delle cose pertinentino alla Corte Baronale, quanto à sue masserie et industrie estraendoli dalli loro proprij
servitij, et à quelli che fanno il contrario fà levar la pena"
"sono gravati esigendosi, e facendosi esigere pena di carlini quindeci per ciascheduno animale che entrasse in alcuna possessione Sua, che ne ci sia danno alcuno facendo pagare uno carlino per guardiano di quelli che portano prigioni detti animali"
"sono gravati da detta Signora Duchessa pigliandosi e facendosi pigliare senza consenso de' Patroni, ghiande, castagne, orzi et altri frutti, e senza farsi chiamare detti Patroni, li fà apprezzare da persone sue, le quali sempre l'apprezzano meno di quello che
valono, ne pagandole al debito tempo"
"detta Signora have levato all'Università predetta (Pontelatone) un altro territorio demanio di detta Terra chiamato il Monte del Pettine"
"detta Signora have levato all'Unità de Strangolagallo uno monte demanio chiamato Monte
Majore"
"detta signora fà levar pena di carlini quindeci à chi passasse à pede ò à cavallo quomodolibet per alcune sue possessioni, etiam che le tenga date ad altri, et etiam che non siano seminate, e non vi sia danno alcuno"
Alderisius Ascanius Longus Actor-Magister
die S.Julij 1579 Franciscus de Marzo Serviens Regie Curie Capue vetulis. . .
Ducissam Baronie Formicule nom. Roberta Carrafa et Capitana dictae Baronie
For.le
Die 10 mensis Februarij 1579. . . Cornelius Coscia Bajulus Terrae Pontislatone
vetulis. . . Serviens Regij Consilij Mag.co D. Cesari Migliareni Cap.o Baronie
For.le (3)
"detta Signora permette che Suoi Officiali forzano di andare à Corte tutte persone, tanto
Mascoli, quanto Femine, che ad istanza di parte se danno per testimonij si à danni dati come ad altre cose, lontano dalla Corte quattro e cinque miglia bisognandoli lasciare Ii proprij
servitij, fatiche e negotij, e non andannovi Ii fanno contumaci e li fanno pagare la pena p etit che andandoci li sia pagata la giornata, e non essendoli pagata non siano reputati contumaci, ne se li faccia pagare la pena e le femine per nullo conto si astringhino andare in Corte, ne astraerle dalle loro
abbitationi, ma le vadano ad esaminare in casa, e
non si espedisca provisione se non fatto il deposito delle sue giornate"
"detta Signora li grava permettendo che li Officiali andano per la campagna esaminando questo e quello per danni dati, ò altro, e scrivono come li piace, essendo che li testimonij non sanno
legere"
"li grava permettendo, che li Suoi Officiali proibiscano Vassalli e forastieri che portassero à vendere carne, pesce, herbe da mangiare, frutti ò altro, che non lo vendano senza loro licenza et il tutto per abbuscare qualche cosa"
"li grava pretendendo volere che quelli quali occorre stanno prigioni per la Terra
(Pontislatone), o per il palazzo (delitti criminali), paghino il portello al Castellano, come se stessero dentro lo carcere"
Die 7 mensis Novembrij 1579 Angelus Dragoni Baiulus Pontislatone vetulis decreta Mag.co Joanni Vincentio Miraldi Capitano Baronie
For.le et Hyeronimo Salsillo actuario Curie praedicte Baroniae
Bisognerà attendere l'era murattiana per porre fine ai secoli bui della storia di Pontelatone. I contadini potranno entrare in possesso delle loro terre, e la stessa Università vedere riconosciuti quei diritti che le erano stati tolti dai Baroni.
Tuttavia, nonostante le sentenze della Commissione ex-feudale, non mancheranno ulteriori usurpazioni da parte degli eredi dei
Colubrano, Principi di Formicola e Signori della baronia.
Dalle sentenze della Commissione si avranno giusti riconoscimenti, ma esistono ancora oggi situazioni che si trascinano da quell'epoca e che necessitano di essere al più presto riordinate.
Gaetano Scirocco